Di seguito alcune domande ricorrenti

Kerlite

  • Cos'è la Kerlite?

    La “Kerlite” è un grès laminato che si ottiene attraverso un sistema produttivo estremamente innovativo, frutto di una tecnologia all’avanguardia e altamente performante. Viene prodotto in lastre intere di 300×100 cm senza l’impiego di stampi. Essa viene pressata con una forza di 15.000 tonnellate e una linea di taglio completamente automatizzata consente di ottenere i vari formati finali. Disponibile in due differenti versioni: Kerlite 3mm, Kerlite Plus 3.5mm.

  • Quali sono i formati di kerlite?

    La lastre di Kerlite hanno uno spessore nativo di soli 3mm che conferisce loro caratteristiche di flessibilità, leggerezza ed elevato grado di maneggevolezza. Lo spessore ridotto è l’elemento innovativo che apre al prodotto i più svariati campi di applicazione: le lastre ottenute in uscita forno infatti hanno una dimensione di 100×300 cm.

    I formati standard presentati sono 5:
    • La lastra intera di cm. 100×300 (rivestimento);
    • La lastra di cm. 40×100 (rivestimento);
    • La lastra di 100×100 (rivestimento);
    • La lastra di 50×50 (rivestimento);
    • Il listello di cm. 4,9×100 (rivestimento)

    Per la sua leggerezza, la KERLITE 3 mm è facilmente trasportabile e movimentabile. Si consideri che a pari peso si trasporta circa 4 volte la superficie da pavimentare. Il peso di una lastra di cm 100×100 è 7,4 kg nella versione KERLITE 3 mm, 7,8 kg nella versione KERLITE PLUS.

  • Come è il prodotto gres laminato Kerlite?

    Attraverso macchinari rivoluzionari. L’impianto di produzione opera riducendo le polveri, i rumori e le emissioni, con un elevato grado di automazione ed elevata qualità dell’ambiente di lavoro. Il gres laminato Kerlite nasce dale stesse “famiglie” di materie prime con le quali si producono le piastrelle di ceramica tradizionali in grès porcellanato : argille, caolini e feldspati mentre il processo produttivo si avvale di innovative macchine di pressatura, decoro e cottura brevettate. Il processo produttivo è altamente automatizzato, ogni fase è seguita da supervisori di processo dei vari reparti.

  • È possibile rivestire l'interno doccia con kerlite?

    Le elevate prestazioni tecniche di Kerlite(resistenza e pulibilità), rendono questo materiale particolarmente adatto per ambienti dove si esige igiene e pulizia. In particolare l’utilizzo dell’esclusivo formato 3mx1m permette infatti l’uso pressoché inesistente di fughe, garantendo la massima igiene.

  • Cos'è la Kerlite Plus?

    La Kerlite Plus è un grès laminato realizzato applicando alla parte inferiore delle lastre con una stuoia in fibra di vetro in modo da garantire un’ottima resistenza al calpestio e una facilità di presa delle lastre al collante di fondo. Inoltre, con soli 3.5mm di spessore si può evitare il livellamento di porte ed infissi senza incidere sostanzialmente sul peso dei solai.

  • Kerlite è facile da lavorare?

    Una caratteristica della Kerlite 3mm è la sua estrema facilità di lavorazione: il materiale può essere agevolmente tagliato, sagomato e forato con macchine automatiche ed utensili per la lavorazione del vetro e del gres porcellanato. Incidendo la Kerlite e la Kerlite Plus con tagliavetro (ad esempio con il modello Silberschnitt 2000 Tagliavetro speciale di BOHLE ITALIA),. si ottengono tagli perfetti. La Kerlite inoltre può essere tagliata con dischi diamantati a “fascia continua” utilizzabilii su smerigliatori manuali o banchi di taglio.

  • È possibile posare Kerlite Plus su un vecchio pavimento in marmo?

    Per la posa di Kerlite Plus su pavimenti in vecchia ceramica, cotto, pietra, marmo o PVC bisogna controllare la solidità e l’ancoraggio del fondo al sottofondo. Il vecchio pavimento dovrà essere asciutto, stabile, solido, perfettamente planare e privo di parti asportabili che possano comprometterne l’adesione di Kerlite Plus. La verifica della planarità deve essere effettuata con una staggia di almeno 2 m di lunghezza, appoggiandola sul vecchio pavimento in tutte le direzioni e dove necessario eventualmente compensare. Con un lavaggio ad acqua e soda caustica seguito da un appropriato risciacquo, devono inoltre essere eliminati tutti i residui di oli, grassi e cere. Nell’impossibilità di effettuare la pulizia chimica,si può procedere all’abrasione meccanica.

  • È possibile utilizzare Kerlite come TOP da cucina?

    La Kerlite è un materiale estremamente versatile, ideale per la realizzazione di piani cucina. Il taglio, la foratura, la sagomatura delle lastre vengono eseguiti con notevole semplicità, questo permette di adattare la Kerlite ad ogni esigenza e particolarità di un piano cucina. L’elevata temperatura di cottura in fase di produzione delle lastre, rende la superficie di Kerlite resistente ad elevate fonti di calore, consentendo di appoggiare stoviglie ancora roventi senza il minimo timore.

  • Quali sono i plus della Kerlite?

    Resistenza agli attacchi chimici. Essa è resistente ai solventi,ai disinfettanti e ai detergenti, si pulisce quindi con estrema facilità mantenendo inalterate nel tempo le proprie caratteristiche di finitura superficiali. Igiene. E’ compatibile con le sostanze alimentari, poiché non rilascia elementi in soluzione. Non consente l’insorgenza di muffe, batteri o funghi. Resistenza al fuoco Kerlite non contiene materie organiche quindi resiste al fuoco e alle elevate temperature, non sprigiona fumo in caso di incendio e non emette sostanze tossiche. Resistenza all’usura Kerlite resiste ai graffi e all’abrasione profonda: durezza pari a 8, in base a scala MOHS. Le sue proprietà rimangono inalterate anche dopo un uso intensivo ed una pulizia frequente.

    Proprietà cromatiche: E’ priva di pigmenti organici, resiste ai raggi UV, e i colori non subiscono nessuna variazione. Ingelivo: Grazie ad un assorbimento d’acqua prossimo allo zero, Kerlite resiste al gelo e si adatta a tutte le condizioni climatiche e atmosferiche. Elevata resistenza alla flessione: essa presenta un elevato punto di rottura. Ecompatibilità e riciclabilità: è un prodotto totalmente naturale ottenuto da materie prime controllate. Nel processo di produzione non vengono rilasciati gas nocivi e polveri sottili dannose per l’ambiente.

  • È possibile posare Kerlite Plus su un vecchio pavimento in legno?

    La posa su pavimento preesistente in legno è possibile, ma è necessario accertarsi che la pavimentazione esistente sia perfettamente ancorata al sottofondo e perfettamente planare. Occorre quindi carteggiare la superficie del parquet fino ad arrivare al legno grezzo. Gli adesivi consigliati sono i seguenti: adesivo di classe R2 (ad esempioKeralastic della Mapei) oppure R2T (ad esempio Superflex della Kerakoll).

  • È possibile posare la Kerlite all'esterno?

    Per la posa a parete di Kerlite su intonaco esterno è necessario incollare KERLITE 3 mm o KERLITE PLUS su di un fondo ad elevate prestazioni, che possa resistere nel tempo a sollecitazioni meccaniche quali movimenti strutturali, peso delle piastrelle, dilatazioni termiche ed agenti atmosferici. In questo caso si consiglia di posare su intonaci tipo KR100 della Fassa Bortolo o su BF02 della Grigolin, o comunque su intonaco con le medesime caratteristiche. Questi intonaci devono avere un’adesione media al laterizio di almeno 1 N/ mm2 (circa 10 kg/cm2). Per la posa all’esterno a pavimento è invece consigliabile utilizzare un 14 mm che abbia un grado di antiscivolo in superficie adatto alla posa all’esterno (R12 o R13) quali serie Pietratech, serie Pietra di Loiano, serie Buxy Flammé.

Gres Porcellanato

  • Cos'è il Gres Porcellanato?

    Il grès porcellanato è composto da una miscela di materie prime simili a quelle impiegate per il vitreous china (usato per fabbricare sanitari e stoviglieria). E’ quindi un materiale quasi completamente vetrificato, completamente inassorbente e con alte caratteristiche meccaniche. L’aggettivo porcellanato, che sottolinea la raffinata eleganza che lo caratterizza, deriva dall’utilizzo del caolino, una argilla bianca che viene utilizzata anche per la produzione di porcellana. Argille e feldspati pregiati vengono sottoposti a un processo di cottura a temperature estremamente elevate e si trasformano in piastrelle di grès con caratteristiche di antigelività, resistenza agli urti, ai graffi e agli attacchi chimici. Il grès porcellanato è quindi estremamente resistente, igienico e dotato di un’estetica elegante.

  • Cosa è la Rettifica?

    La rettifica è un procedimento mediante il quale i bordi delle piastrelle vengono perfettamente squadrati per creare un effetto “pietra naturale”. In questo modo è possibile accostare le piastrelle bordo contro bordo o comunque con giunti di fuga appena percepibili. E’ consigliabile fugare sempre le piastrelle di seconda scelta. Cosa distingue quella naturale, quella semilevigata, quella bocciardata e quella strutturata? Per finitura superficiale si intende la fase di lavorazione di un pezzo per ottenere determinate condizioni di rugosità superficiale e di tolleranze formali e dimensionali. La finitura naturale è molto versatile e di impiego universale; la semilevigata esalta le valenze estetiche del materiale aumentandone la brillantezza e l’eleganza, superando in lucentezza anche i marmi naturali; la bocciardata è una lavorazione effettuata con strumenti tipo lo scalpello, la punta, ecc., in modo da ottenere una superficie rustica, molto simile al materiale grezzo; la strutturata risolve il problema della scivolosità in presenza di acqua o condizioni ambientali particolari.

  • Gres Porcellanato per posa con riscaldamento a pavimento

    Tutti i pavimenti in gres porcellanato di Cotto d’Este, in virtù della loro elevata conducibilità termica pari a 1,3 Watt/m °K o 1,1 Kcal/m h °C (rif. norma EN 12524:2001), sono particolarmente indicati per essere posati su sistemi di riscaldamento a pavimento.

  • Quali sono i Plus di Cotto d'Este?

    Il gres porcellanato spessorato 14 mm. viene pressato 3 volte cotto per 90 minuti fino a 1230°C

    VALORE ESTETICO

    • Scrupolosa ricerca storica ed architettonica dei pavimenti più belli al mondo
    • Massima cura nei dettagli per una perfetta realizzazione
    • Impiego delle migliori argille provenienti dal Westerwald tedesco ed i migliori feldspati provenienti dal Cine-Milas in Turchia
    • Processo produttivo coperto da brevetto internazionale
    • Utilizzo esclusivo di impasti colorati a tutta massa
    • Maggiore quantità ed applicazioni di smalti e sali solubili penetranti
    • Finiture uniche: Soft, Glass, Grip, Lux, Matt, Silk
    • Grandi formati e pezzi speciali unici

    VALORE QUALITATIVO

    Cotto d’Este è il più resistente:

    • Spessore 14 millimetri: conferisce una compattezza unica ed una resistenza al carico di rottura di 500 kg.
    • Pressato 3 volte: pressato in 3 tempi con una forza di pressione fino a 6200 tonnellate
    • Più cotto: cotto per oltre 90 minuti ad una temperatura fino a 1230° C (contro i 40 minuti delle produzioni tradizionali), raggiungendo caratteristiche di compattezza e resistenza ineguagliate da qualsiasi altro prodotto ceramico
    • Garantito 20 anni
    • Qualità certificata: ISO 9000, UNI, EMAS, ECOLABEL

    VALORE COMMERCIALE

    Perché Cotto d’Este vale di più:

    • è la griffe più prestigiosa nel settore della ceramica
    • rivaluta il prezzo dell’immobile
    • non si svaluta mai
  • I prodotti Cotto d'Este sono garantiti?

    I prodotti Cotto d’Este sono garantiti 20 anni.

  • Cos'è la finitura superficiale e quali tipologie esistono?

    Per finitura superficiale si intende la lavorazione di un pezzo per ottenere determinate condizioni di rugosità superficiale. La finitura naturale è la più versatile , in quanto la piastrella non subisce altre lavorazioni dopo la cottura. La finitura lappata aumenta la brillantezza ed eleganza esaltando la valenza estetica del materiale. La finitura bocciardata è una lavorazione effettuata con strumenti tipo scalpelli, punte ecc, che conferiscono al materiale una superficie rustica, simile al grezzo, la strutturata risolve il problema della scivolosità in presenza di acqua o condizioni ambientali particolari, ed è indicata per uso esterno. Le piastrelle con finitura bocciardata assicurano una perfetta tenuta dei pavimenti per esterni, mentre la finitura lappata si addice a pavimenti e rivestimenti del soggiorno e della zona notte. La finitura naturale , facile da pulire, si presta per qualunque ambiente in particolare per rivestimenti come bagno e cucina.

  • Quali tipologie di bordo può avere una piastrella in Gres Porcellanato?

    Le piastrelle in gres porcellanato possono avere principalmente tre tipologie di bordi: Naturale (NAT) : bordo derivato dalla formatura della pressa Rettificato (RETT) : bordo perfettamente rettilineo derivante da lavorazioni di squadratura per portare i pezzi ad un’unica dimensione dei lati Bordi irregolari, che replicano una casuale irregolarità attraverso lavorazioni meccaniche successive alla cottura. Per i rivestimenti posati con bordo rettificato è necessaria una fuga di almeno 2mm. Le piastrelle con bordo irregolare si prestano per pavimenti rustici o classici oppure per rivestimenti di cucine e zone giorno, mentre per un arredo contemporaneo si prediligono solitamente formati naturali o rettificati ( in particolare per rivestimenti bagno e pavimenti esterni).

Manutenzione e pulizia

  • Quali sono i detergenti da usare per il dopoposa?

    La pulizia “dopoposa” è obbligatoria a fine cantiere, sia per le piastrelle smaltate che non smaltate. Una pulizia dopoposa male effettuata, o addirittura non fatta, è spesso causa di aloni che impediscono di mantenere pulito il pavimento nonostante una buona pulizia quotidiana. A garanzia di una pulizia ottimale si consiglia l’uso di una monospazzola con dischi appropriati (verde per superfici strutturate/antiscivolo, rosso per le altre).

    STUCCHI CEMENTIZI MISCELATI CON ACQUA: Per rimuovere i residui di cemento, boiacca, calce, stucchi cementizi per le fughe, ecc.. si deve effettuare la pulizia “dopoposa” almeno dopo 4-5 giorni dalla posa (per consentire così l’indurimento dello stucco) e mai oltre i 10 giorni. Oltre questi tempi la pulizia può diventare molto più laboriosa. Si effettua con specifici detergenti a base di acidi tamponati. Essi sono facilmente reperibili in commercio.

    STUCCHI EPOSSIDICI: La rimozione deve essere fatta immediatamente ed in modo accurato con spugna ed abbondante acqua, perché questi stucchi induriscono molto rapidamente, anche in pochi minuti. Il giorno successivo effettuare pulizia di fondo con detergenti alcalini.

    SUPERFICI ANTISCIVOLO: E’ importante rimuovere ,dopo la stuccatura gli eccessi in breve tempo e con frequenti lavaggi utilizzando una spugna ed acqua fino alla totale pulizia del pavimento. Successivamente occorre fare un lavaggio acido utilizzando una monospazzola con dischi verdi.

Generale

  • Quante piastrelle è giusto ordinare?

    Prima di ordinare un dato quantitativo di piastrelle bisogna conoscere l’estensione della superficie da rivestire e aver stabilito la tecnica e il disegno di posa.Appurati questi due dati bisogna sapere che:

    • anche un lotto di prima scelta può contenere pezzi difettosi (fino al 5% secondo le norme)
    • alcune piastrelle debbono essere tagliate o forate, per cui è da mettere in conto una certa quantità di scarto
    • è meglio conservare sempre alcune piastrelle di riserva per eventuali future riparazioni o per avere un campione rappresentativo del materiale in caso di contestazione.

    In definitiva, conviene ordinare un quantitativo il 10% superiore all’estensione della superficie da piastrellare, e conviene farlo con un solo ordine in quanto è possibile che in un secondo momento il prodotto non sia perfettamente omogeneo con quello utilizzato precedentemente.

  • Cos'è la classe di scelta?

    La classe di scelta è un altro parametro che caratterizza la fornitura. Solo la 1° scelta è regolata da norme. In questo caso, ad esempio, per quanto riguarda i difetti di aspetto, non sono ammesse più di cinque piastrelle difettose ogni cento. Le altre scelte (la seconda, la terza, commerciale, resa forno, etc) sono di qualità inferiore e possono contenere un numero maggiore di difetti. Per quanto riguarda la nostra 2° scelta hanno difetti quasi impercettibili che posso essere anche scheggiature nella parte inferiore o misure millimetriche leggermente diverse, comprando quest’ultima si può avere un’alto margine di risparmio.

  • Cos'è la rettifica?

    La rettifica è un procedimento mediante il quale i bordi delle piastrelle vengono perfettamente squadrati per creare un effetto “pietra naturale”. In questo modo è possibile accostare le piastrelle bordo contro bordo o comunque con giunti di fuga appena percepibili. E’ consigliabile fugare sempre le piastrelle di seconda scelta.
    Cosa distingue quella naturale, quella semilevigata, quella bocciardata e quella strutturata?
    Per finitura superficiale si intende la fase di lavorazione di un pezzo per ottenere determinate condizioni di rugosità superficiale e di tolleranze formali e dimensionali. La finitura naturale è molto versatile e di impiego universale; la semilevigata esalta le valenze estetiche del materiale aumentandone la brillantezza e l’eleganza, superando in lucentezza anche i marmi naturali; la bocciardata è una lavorazione effettuata con strumenti tipo lo scalpello, la punta, ecc., in modo da ottenere una superficie rustica, molto simile al materiale grezzo; la strutturata risolve il problema della scivolosità in presenza di acqua o condizioni ambientali particolari.

  • Come scegliere il pavimento più adatto a voi?

    Nell’individuare il tipo di piastrella ideale per il progetto che abbiamo in mente è necessario valutare aspetti tecnici ed estetici.

    CARATTERISTICHE TECNICHE

    Le caratteristiche tecniche sono quelle necessarie perché il materiale svolga in modo adeguato e affidabile la sua funzione.
    Esse possono essere divise in alcune categorie, caratteristiche:

    • di regolarità
    • strutturali
    • meccaniche massive
    • meccaniche superficiali
    • termo-igrometriche
    • chimiche
    • di sicurezza

    Le caratteristiche di regolarità definiscono l’idoneità di un lotto di piastrelle a consentire la piastrellatura “regolare”, o esente da “irregolarità” quali avvallamenti o gobbe, gradini tra piastrelle adiacenti, percorso irregolare delle fughe.

    Le caratteristiche strutturali descrivono la struttura del materiale di cui la piastrella è costituita: in particolare, la porosità della piastrella. La misura della porosità è l’Assorbimento d’acqua, che raggiunge i valori più bassi nel grès porcellanato. Valori più elevati si riscontrano invece nella monoporosa, nella maiolica, nel cottoforte e nel cotto.

    Le caratteristiche meccaniche massive indicano la resistenza ai carichi (come ad esempio il peso delle persone e dei mobili sul pavimento) cui la piastrellatura dovrà resistere. Sono dette “massive” perché coinvolgono la piastrella nella sua “massa”, e per distinguerle dalle caratteristiche “superficiali” che descrivono la superficie. Le caratteristiche meccaniche sono la resistenza a flessione e il carico di rottura a flessione. La prima attiene al materiale di cui la piastrella è costituita, ed è direttamente proporzionale all’Assorbimento d’acqua. Il carico di rottura è invece una caratteristica della piastrella già formata, con la sua struttura e le sue dimensioni. Essa è quindi direttamente proporzionale allo spessore. Altra caratteristica di questa categoria è la resistenza all’impatto.

    Le caratteristiche meccaniche superficiali riguardano la superficie di esercizio della piastrella, associate alla resistenza ai graffi, alle scalfitture, allo scalpiccio, al deterioramento ad opera di corpi duri che si muovono sulla superficie stessa o a contatto con essa. Esse sono proprie soprattutto dei pavimenti. La più rilevante è la resistenza all’abrasione che mostra la misura della piastrella a consumarsi (nel caso sia non smaltata) o a cambiare il proprio aspetto visivo (nel caso sia smaltata) a causa delle azioni suddette. Nelle piastrelle non smaltate questo valore aumenta con il diminuire dell’assorbimento dell’acqua ed è quindi alto nel grès porcellanato. Lo stesso valore può comunque variare a seconda che vengano effettuati trattamenti: nel caso del cotto, l’impregnazione con sostanze diverse, naturali o sintetiche; nel caso del grès porcellanato, la levigatura e la lucidatura. Nelle piastrelle smaltate la resistenza all’abrasione dipende esclusivamente dallo smalto. Quelli più chiari mostrano maggiormente gli effetti dell’usura, anche per la più complessa pulibilità.

    Le caratteristiche termo-igrometriche indicano la resistenza a particolari condizioni di temperatura (“termo”) e di umidità (“igrometriche”), come la resistenza agli sbalzi termici, la resistenza al gelo e, per le sole piastrelle smaltate, la resistenza al cavillo. I bruschi sbalzi di temperatura (come quando poniamo sul ripiano piastrellato di una cucina un recipiente caldo) e l’esposizione al gelo non debbono produrre alcun danno nella piastrella. La resistenza al gelo dipende molto dalla porosità o assorbimento d’acqua. Più basso sarà quest’ultimo, più basse saranno le probabilità di danni da gelo. Per cavillo si intende la comparsa di sottili fessurazioni dello smalto, favorite da alcune condizioni costruttive e ambientali. La resistenza al cavillo dipende dalla composizione dello smalto. Ve ne sono quindi di più e meno a rischio. Altre caratteristiche termo-igrometriche sono la dilatazione termica e la dilatazione all’umidità, vale a dire la misura di quanto possono aumentare le dimensioni delle piastrelle se esposte a livelli più elevati di temperatura e umidità. Per quanto riguarda la prima non si riscontrano significative differenze tra i vari tipi di piastrelle, anche se essa può aumentare ove vi sia abbondanza della fase vetrosa, vale a dire nei prodotti a supporto maggiormente compatto, greificato. La dilatazione all’umidità è invece in generale correlabile all’assorbimento d’acqua, anche se si notano oscillazioni piuttosto ampie, causate probabilmente dagli effetti di altre caratteristiche microstrutturali, come la natura e la distribuzione delle diverse fasi presenti.

    Le caratteristiche chimiche sono la resistenza alle macchie, la resistenza ai prodotti di uso domestico e la resistenza agli acidi e alle basi. La resistenza all’attacco chimico è tanto più elevata quanto maggiore è la porosità della piastrella. Discorso diverso per i prodotti smaltati, in cui la superficie di smalto è certamente efficace nel rendere la superficie di esercizio compatta e inassorbente. La resistenza diminuisce in presenza di colorazioni e decori caratterizzati da un’apprezzabile sensibilità agli agenti aggressivi soprattutto acidi. Ottima è invece la resistenza nei prodotti non smaltati, come il grès porcellanato.

    Le caratteristiche di sicurezza sono quelle che si riferiscono ai rischi infortunistici o di tipo sanitario nell’impiego delle piastrelle. La principale di esse è la resistenza allo scivolamento, fondamentale per ambienti esterni, pubblici e industriali. Questa caratteristica è inversamente proporzionale al coefficiente di attrito della superficie. Altra caratteristica è la cessione di piombo e cadmio (metalli talvolta contenuti negli smalti), che deve essere particolarmente controllata nel caso di contatto con sostanze destinate all’alimentazione, ad esempio nei piani di lavorazione delle cucine.

  • Cos'è il formato?

    Il formato identifica forma e dimensioni della piastrella. Le forme più usate sono quelle quadrangolari (quadrato e rettangolo), ma ve ne sono anche di poligonali (esagoni, ottagoni, etc) e a profilo complesso (moresco, provenzale, etc). Allo stato attuale della tecnolgia è possibile ottenere, in via di principio, qualsiasi forma. Anche le dimensioni possono variare, da pochi centimetri di lato (mosaico) fino a un metro.

  • Cos'è Microban?

    La protezione Microban® viene integrata direttamente nelle piastrelle, durante il processo produttivo: quando i batteri entrano in contatto con la superficie trattata, la tecnologia Microban® agisce bloccandone il metabolismo. In questo modo si interrompe il ciclo vitale dei batteri, che pertanto non sono più in grado di proliferare e sopravvivere.
    La tecnologia Microban® funziona inoltre 24 ore su 24 garantendo di fatto una protezione continua giorno e notte, mantenendo le piastrelle più pulite fra una pulizia e l’altra.
    A differenza dei disinfettanti che rappresentano una soluzione istantanea, ma di breve durata, Microban® garantisce una protezione durevole, esercitando un’azione continua contro i batteri durante l’intero ciclo di vita del prodotto.

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