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Glossario del gres porcellanato: i termini tecnici spiegati semplici

Blog Italgres Outlet  

29 Settembre 2026

Glossario del gres porcellanato: i termini tecnici spiegati semplici

Il glossario del gres porcellanato spiega in modo semplice i termini tecnici che si incontrano quando si sceglie, si acquista e si posa questo materiale: dalle parole della produzione a quelle delle finiture, dalle caratteristiche riportate nelle schede tecniche fino al lessico del cantiere e della pulizia.È pensato per chi deve scegliere un pavimento o un rivestimento e vuole capire cosa significano termini come rettificato, lappato, tono e calibro o classi di scivolosità, ma anche per chi segue una ristrutturazione o lavora in cantiere. Le voci sono divise per argomento e le definizioni sono generali: per i valori di ogni prodotto fai sempre riferimento alla scheda tecnica.

Materie prime e produzione

  • Argilla: Materia prima che dà plasticità all’impasto e permette di modellare la piastrella. È il componente principale, insieme a caolino e feldspati.
  • Caolino: Argilla molto pura e chiara, usata per ottenere impasti bianchi o dai colori luminosi.
  • Feldspato: Minerale che in cottura fonde e lega le altre particelle, riducendo la porosità del materiale.
  • Impasto: Miscela di argille, caolino, feldspati e altri minerali da cui nasce la piastrella. Ne determina colore e caratteristiche tecniche.
  • Atomizzato: Polvere granulare ottenuta dall’essiccazione dell’impasto liquido, pronta per essere pressata.
  • Pressatura: Fase in cui l’atomizzato viene compattato con presse ad altissima pressione, dando forma alla lastra. Da qui dipende in parte la compattezza del materiale.
  • Cottura: Fase in cui le lastre pressate vengono portate a temperature molto elevate, intorno ai 1.200 °C. Rende il materiale duro e resistente.
  • Greificazione: Fase della cottura in cui le particelle fondono parzialmente tra loro e l’impasto diventa compatto e quasi impermeabile. Dà al gres porcellanato la sua durezza e la sua bassa porosità.
  • Colorato in massa: Gres in cui il colore attraversa l’intero spessore della piastrella, non solo la superficie. Eventuali scheggiature risultano così meno visibili.
  • Doppio caricamento: Tecnica che sovrappone due strati di impasto prima della pressatura, con quello superficiale che porta il decoro. Permette di ottenere disegni dall’aspetto più naturale.
  • Stampa digitale: Tecnica che riproduce i decori sulla superficie. Permette di imitare legno, marmo e pietra con grande realismo.

Tipologie

  • Gres porcellanato tecnico: Gres non smaltato, il cui colore attraversa l’intero spessore. È molto compatto e adatto anche ad ambienti con traffico intenso.
  • Gres porcellanato smaltato: Gres con uno strato di smalto sulla superficie, che porta colore e decoro. Offre una grande varietà di aspetti.
  • Grandi lastre: Piastrelle di grande formato, con lati che possono superare i due metri. Si usano per pavimenti, rivestimenti e piani di lavoro.
  • Gres sottile: Gres con spessore ridotto, di pochi millimetri, più leggero delle piastrelle tradizionali. È usato soprattutto per rivestimenti e ristrutturazioni.
  • Gres per esterni 20 mm: Gres con uno spessore di circa 20 mm, pensato per terrazze e giardini. Si può posare anche su supporti sopraelevati.
  • Effetto legno, marmo, pietra e cemento: Decori che riproducono l’aspetto di questi materiali con la resistenza del gres. Sono realizzati in genere con la stampa digitale.

Caratteristiche tecniche

  • Assorbimento d’acqua: Percentuale di acqua che una piastrella assorbe quando è immersa. Nel gres porcellanato è molto bassa (non supera lo 0,5%).
  • Gruppo BIa: Classe che raggruppa le piastrelle pressate con assorbimento d’acqua inferiore o pari allo 0,5%. È il gruppo del gres porcellanato.
  • Resistenza a flessione: Capacità del materiale di sopportare una forza che tende a piegarlo senza rompersi. Si misura in newton per millimetro quadrato (N/mm²).
  • Carico di rottura: Forza massima che una piastrella sopporta prima di rompersi. Si esprime in newton (N).
  • Classe PEI: Scala da 0 a 5 che indica la resistenza all’usura delle piastrelle smaltate. Più alta è la classe, più il pavimento sopporta un traffico intenso.
  • Resistenza all’abrasione: Capacità della superficie di non consumarsi per il calpestio e lo sfregamento. Nelle piastrelle non smaltate si misura con un metodo diverso dalla classe PEI.
  • Resistenza al gelo: Capacità di non deteriorarsi dopo ripetuti cicli di gelo e disgelo. È un requisito importante per i pavimenti esterni nei climi freddi.
  • Resistenza chimica: Capacità di non alterarsi a contatto con acidi, basi e prodotti chimici di uso domestico.
  • Resistenza alle macchie: Facilità con cui la superficie si pulisce dopo il contatto con sostanze come olio, caffè o vino.
  • Coefficiente di attrito (DCOF): Valore che misura la resistenza allo scivolamento di una superficie bagnata. Più è alto, più il pavimento è aderente.
  • Classi di scivolosità R9-R13: Scala che indica l’aderenza di un pavimento, misurata camminando con le scarpe. Più il numero è alto, maggiore è l’aderenza.
  • Classi A-B-C: Scala che indica l’aderenza a piedi nudi in ambienti bagnati, come bagni, docce e piscine. La classe C è quella con la maggiore aderenza.
  • Variazione cromatica (V1-V4): Indica quanto le piastrelle della stessa serie differiscono tra loro per colore e disegno, da V1 (molto uniformi) a V4 (molto varie). Aiuta a scegliere tra un effetto uniforme e uno più naturale.
  • Tono e calibro: Il tono indica la sfumatura di colore di un lotto di produzione, il calibro le sue dimensioni reali. Conviene ordinare insieme tutto il materiale dello stesso tono e calibro, per avere una posa uniforme.
  • Planarità: Misura di quanto una piastrella si discosta da una superficie perfettamente piana. Una buona planarità facilita la posa.

Formati e finiture

  • Formato: Dimensioni della piastrella espresse in centimetri, per esempio 60×60 o 30×120.
  • Rettificato: Piastrella i cui bordi vengono rifilati dopo la cottura per ottenere misure molto precise. Permette di posare con fughe sottili.
  • Bordo naturale: Bordo non rifilato, con un profilo leggermente irregolare o arrotondato. Richiede fughe un po’ più larghe.
  • Spessore: Misura in millimetri dello spessore della piastrella. Incide su peso, resistenza e usi consigliati.
  • Finitura naturale (matt): Superficie opaca, senza lucidatura dopo la cottura. È in genere la più semplice da mantenere.
  • Lappato: Superficie parzialmente levigata dopo la cottura, dall’aspetto semilucido. Mostra più facilmente aloni e impronte di una finitura naturale.
  • Levigato (lucido): Superficie lucidata fino a ottenere un effetto specchio. Richiede più attenzione nella pulizia e può essere scivolosa se bagnata.
  • Satinato: Superficie liscia e vellutata, con una lucentezza morbida che sta tra l’opaco e il lucido.
  • Strutturato: Superficie con un rilievo percepibile al tatto, che riproduce per esempio le venature del legno o la ruvidità della pietra. Lo sporco può annidarsi nelle rientranze, quindi richiede una spazzola morbida.
  • Grip (antiscivolo): Finitura ruvida che aumenta l’aderenza e riduce il rischio di scivolare. Si usa in bagni, docce e zone esterne.
  • Bocciardato: Finitura con un rilievo irregolare che ricorda la pietra lavorata con la bocciarda. Offre una buona aderenza ed è usata soprattutto per esterni.

Posa

  • Fuga: Spazio tra due piastrelle, riempito con lo stucco. Compensa piccole differenze di misura e completa l’aspetto del pavimento.
  • Stucco cementizio ed epossidico: Materiali per riempire le fughe. Quello cementizio è il più diffuso, quello epossidico è più resistente a macchie e sostanze chimiche.
  • Adesivo (C1, C2, S1, S2): Collante per incollare le piastrelle, classificato in base alle sue prestazioni. Sigle come C1 e C2 indicano adesivi cementizi normali e migliorati, S1 e S2 quelli deformabili.
  • Doppia spalmatura: Tecnica che prevede di stendere l’adesivo sia sul sottofondo sia sul retro della piastrella. È indicata soprattutto per i formati grandi e per i pavimenti esterni.
  • Posa a correre: Le piastrelle sono allineate in file regolari, con le fughe che si incrociano ad angolo retto. È la posa più semplice.
  • Posa sfalsata: Le file sono spostate l’una rispetto all’altra, come nei mattoni di un muro. È molto usata con i formati rettangolari, come le plance effetto legno.
  • Posa a spina di pesce: Le piastrelle rettangolari sono disposte a zig zag, con gli angoli che si incastrano. Crea un disegno molto decorativo, tipico dei parquet.
  • Lippage: Dislivello tra due piastrelle adiacenti, percepibile al tatto lungo la fuga. Si riduce con piastrelle planari, formati rettificati e sistemi livellanti.
  • Sistemi livellanti: Distanziali e cunei che mantengono le piastrelle alla stessa altezza durante la posa. Aiutano a evitare il lippage, soprattutto con i formati grandi.
  • Massetto: Strato di sottofondo, di solito cementizio, su cui si posa il pavimento. Deve essere stabile, piano e asciutto prima della posa.
  • Giunti di dilatazione: Fughe elastiche che assorbono i movimenti del pavimento dovuti a variazioni di temperatura e assestamenti. Si prevedono in particolare nelle superfici molto estese e negli esterni.
  • Posa sopraelevata: Sistema in cui le piastrelle poggiano su supporti regolabili invece che su un massetto incollato. È tipica di terrazze e giardini e lascia uno spazio libero sotto il pavimento.
  • Battiscopa: Elemento che copre il giunto tra pavimento e parete, proteggendo il muro. Può essere in gres, coordinato al pavimento.
  • Profili e terminali: Elementi in metallo o plastica che rifiniscono bordi e angoli o raccordano pavimenti diversi. Proteggono gli spigoli delle piastrelle.

Pulizia e manutenzione

  • Pulizia di fine cantiere: Prima pulizia del pavimento dopo la posa, da fare quando le fughe sono essiccate. Elimina polvere e residui di adesivo e stucco.
  • Velo di cemento: Patina biancastra che si forma quando residui di cemento o di stucco cementizio si asciugano sulla superficie. Si rimuove con un detergente acido specifico per gres, seguendo le istruzioni del produttore.
  • Trattamento protettivo: Prodotto applicato sulla superficie per facilitarne la pulizia e limitare l’assorbimento dello sporco. In genere non è necessario sul gres porcellanato, ma può essere utile su alcune finiture.
  • Detergente neutro: Detergente né acido né alcalino, adatto alla pulizia quotidiana. Non aggredisce la superficie né le fughe.
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